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02/08/2018 - CHIAMATA APERTA PLEXUS INTERNATIONAL: PORTA LE TUE ALI PER VOLARE INSIEME, 10 DICEMBRE 2018, MACRO-Asilo, Roma

 

L’avventura di semplici fotocopie di centinaia di opere digitali di artisti di tutto il mondo che nel loro viaggiare a bordo del Metr’ART, dal 2004 al 2017, passando da Dakar, Ballarat e Cairns in Australia, Lecce, Roma, New York, Barcellona, Las Palmas de Gran Canaria, Rio de Janeiro, Gerusalemme e Cagliari,  si sono trasformate in opere originali e che al MACRO Asilo, come un bruco,  si tramuteranno in una variopinta farfalla attraversando la “Porta del Non Ritorno della Casa degli Schiavi di Goree’, Dakar,  dando cosi’ vita ad un’opera storica d’arte contemporanea, come simbolico ritorno dell’arte nella comunita’. Un viaggio, questo di Plexus International,  che è salpato nel 1984 dal Lower East Side di New York con la chiamata aperta “In Order to Survive” rivolta sopravvivenza degli artisti nella comunita’. Plexus International, attivo da oltre 30 anni,  è nato nel 1982 a New York e si e’ radicato a Roma, Dakar, Cagliari e a Cairns in Australia, realizzando numerosissimi eventi, “art-opere” e “art-coopere”, in cui oltre 1000 artisti vi hanno partecipato, con richiami d’attenzione verso le biodiversità anche sociali; la mercificazione dell’arte e le possibilità alternative a essa; la schiavitù intesa in senso storico e metaforico; la ricerca di forme libere di espressione artistica e di sviluppo sostenibile.  Al 10 Dicembre 2017, il Metr’ART ha raggiunto una lunghezza complessiva di 287,60 metri, con 719 opere di  304 artisti di tutto il mondo che hanno risposto via emails alle Chiamate aperte di Plexus International per misurare insieme le diverse forme di “erosione” crescenti nel mondo, partendo simbolicamente dall’erosione marina della “Porta del Non Ritorno” della Casa degli Schiavi di Goree, Dakar, come simbolo dell’erosione della memoria storica dell’umanita’, all’erosione dei diritti umani, della liberta’ e della pace nel mondo, all’erosione del patrimonio naturale e culturale del pianeta.  Misurazioni simboliche che sono divenute nella costruzione del Metr’ART espressioni di libertà dell’arte, non più intesa e vissuta come esperienza autonoma che riguarda l’espressione del singolo artista, ma un apporto collettivo all’ampliamento della percezione e alla conoscenza, un diverso modo di vedere il mondo collettivamente, artisticamente e liberamente espresso, coniugando le diversita’ e salvaguardando l’identità di “ciascun” artista partecipante.  Una navigazione culturale globale che ha collegato l’arte al miglioramento della qualità della vita di tutti. – al “bene dell’essere” (well-being), come un diritto umano per tutti; un modo cosciente di vivere, individuale e collettivo. Sin dal suo inizio, Plexus International si è rivolto alla ricerca artistica sperimentale di alternative atte a migliorare l’esperienza umana, attraverso un cambiamento sociale, ambientale ed economico immaginato ed esplorato attraverso la pratica artistica, in cui l'arte è un elemento imprescindibile dell'evoluzione umana. Vi è la coscienza della necessaria interconnessione tra tutte le sfere del vivere. Noi umani siamo una singola, interdipendente, specie diffusa in tutto il mondo. Quantunque questo ci piaccia o no, noi siamo intimamente legati con ciascun altro intorno alla terra.  Est e West, Nord e Sud, il nostro destino è unito insieme”.  (PLEXUS International Chiamata Aperta per il Well Being nel XXI Secolo, Cagliari, 1995). Il viaggio di Plexus International esprime una intenzionale indeterminatezza, una sfida che coinvolge direttamente la comunita’ dell'arte, da un’angolazione fuori dallo schema del sistema esistente,  tratto portante della sua proiezione estetica originale, mettendo in discussione la prerogativa del conferimento dell'identificazione artistica di esclusivo appannaggio al mondo dell'arte e rivendicando il diritto anche per la comunità di conferire l’identificazione artistica ai suoi artisti.

Plexus rifiutando il concetto di “arte per arte”, ha posizionato l'arte nella “comunita”, parte vitale della piu’ ampia realta’ nella quale tutti noi viviamo. Non accettando la crescente mercificazione dell’arte, Plexus International ha intenzionalmente spostato il centro della  sua attenzione dal mondo dell’arte di New York alla Porta del Non Ritorno della Casa degli Schiavi di Gorée, Dakar, come piattaforma estetica ed etica da dove ricominciare simbolicamente il ritorno dell’arte nella comunità. Plexus International ha unito insieme artisti e scienziati in un viaggio dell’arte per la libertà, contro ogni forma di schiavitù antica o contemporanea, ponendosi intenzionalmente al di fuori del sistema dell’arte, rifiutando le sue definizioni e categorie, nel panorama dell'arte contemporanea caratterizzata dalla brevità storica dei suoi gruppi e movimenti artistici.

Dalla Porta del Non Ritorno, nel 1988, ha lanciato il Plexus Art Slavery Manifesto,  con una lettera aperta a tutti gli artisti del mondo per una riflessione sull’autonomia dell’arte dal mercato, proponendo la rinegoziazione di un nuovo contratto dell’arte a difesa di tutti gli artisti, soprattutto di quelli fuori o ai margini del mondo dell’arte. Il valore di un artista non puo’ e non deve essere misurato solo dal valore economico delle sue opere. Questa trasformazione di un’opera d’arte in “denaro” necessita di definizioni date dal mondo dell'arte, che Plexus International non ha mai intenzionalmente preso in considerazione.  La Porta del non Ritorno è divenuta nel viaggio di Plexus International la metafora dell’ attraversamento di una soglia - "aprire la porta del cuore per andare nel futuro", per un cambio di rotta nel processo di ampliamento della percezione e dell’ acquisizione di nuove conoscenze nel quadro delle esplorazioni in atto nell'arte contemporanea. Passare attraverso questa porta significa, quindi, impegno dell'artista-in-prima-persona in tal senso nell'ambito della comunità internazionale dell'arte.

Rivalutando l’arte e la sua pratica come possibilità di ampliamento della percezione e sostanziale apporto di conoscenza, l’evento di Plexus International al MACRO-Asilo e’ un libero invito ad avventurarsi in un viaggio  in cui l’artista-in-prima- persona, ossia senza “mediatori”, è contemporaneamente l’autore, il produttore e il prodotto finale della sua opera, e non un mero oggetto/prodotto del mercato dell'arte che annulla l’artista come soggetto creativo/persona.  

Sin dall’inizio delle sue attivita’, Plexus International ha utilizzato il linguaggio simbolico- metaforico per navigare attraverso i mari specialistici della conoscenza, superando categorizzazioni, classificazioni e frammentazioni, unendo artisti di differenti discipline, lingue e culture, portatori di diversi valori.  Nei nostri giorni l'avventurarsi negli archetipi e nelle metafore dei miti tenendoli vivi e presenti nelle nostre coscienze può contribuire a donare armonia e consistenza alla consapevolezza delle nostre esistenze e delle connessioni ed interdipendenze nel Pianeta Terra, inteso come un unico organismo vivente. Le farfalle sono dei bioindicatori, ossia indicatori biologici del grado di salute e conservazione dell’habitat in cui vivono.  La FARFALLA è simbolo di leggerezza e libertà. La metamorfosi della farfalla è sostanzialmente segno di trasformazione e rinascita: rappresentazione della capacità di mettere le ali e librarsi in volo attraverso una metamorfosi che interessa l'intero nostro essere. Attraverso le ali variopinte, contemporaneamente alla capacità di volare, nasce anche la possibilità di diffondere bellezza e colore nel mondo. La conservazione delle specie più fragili attraverso la protezione degli habitat cui esse si sono adattate, è quindi un imperativo.

Il percorso evolutivo umano e la nostra storia ci parlano di una costante e puntuale presenza dell’arte nei processi di sviluppo della nostra specie umana, allargando gli orizzonti e la conoscenza del mondo. Queste considerazioni inducono a riflessioni sul ri-posizionamento dell’arte nei processi di cambiamento della vita planetaria nel suo complesso, che niente e nessuno escludono. Il posizionamento dell’arte come “mondo autonomo”  ha determinato l’allontanamento e la differenziazione dallo scorrere della vita nella società civile, ponendola all’esterno dei processi del divenire e dall’agire, come attività confinata nel suo specifico.  Ogni cambiamento, ogni spostamento, ogni mutazione dell’insieme dei rapporti che regolano la vita, trova risposta e corrispondenza in estetica, producendo modi nuovi, tempi diversi e diversa collocazione dell’ ”opera” nel contesto sociale, a ciò corrisponde una spinta evolutiva dell’intero sistema percettivo sia individuale che collettivo modificando il rapporto tra estetica, regola e comportamento, determinando nuovi e diversi modi di essere e comportamenti conseguenti.   Ogni evento di Plexus International e’ stato costruito sul presente, proiettato verso il futuro tenendo presente l’evento precedente . L’evento al MACRO-Asilo sara’ preparato, attraverso un processo partecipativo aperto in modo tale da coinvolgere un ampia partecipazione di artisti di diverse espressioni artistiche e culture e di rappresentanti delle organizzazioni della società civile. Nella tradizione dei precedenti eventi organizzati da Plexus International sara’ lanciata una Chiamata Aperta rivolta a tutti gli artisti in prima persona per l’invio via email del loro contributo che darà continuità storica  al Metr’Art.